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LA REVOLUZIONE DEL CUCCHIAIO
AUTORE: Subal Das y Nilamani Prema Das ( Neiva Mandir)
Fanno marce comuniste, ribellioni femministe,
Tutto lo vogliono cambiare,
e tutto risulta andare male.
Non si accorgono che c' é una rivoluzione,
Dove portiamo pace e amore,
Tutti insieme come fratelli animali e essere umani,
Facciamo una sola unione.
Coro:
E la rivoluzione del cucchiaio,
Togli il morto dal tuo piatto questa la tua arma,
Se non mi vuoi credere povera la tua anima.
Qui vengo io, un altra volta improvvisando qualcosa che giá stá
suonando,
É qualcosa di semplice, facile, che penetra a la tua anima che
é spirituale,
É la rivoluzione del cucchiaio prendi mira e dopo spara,
senza pensare dalle duro nella frente di tutta questa gente que ammazza qualsiasi essere vivente.
togli fratello la carne del tuo piatto perché solo problemi ti
portará,
Lascia alla violenza e non dispargere sangue se no la pachamama (madre terra)
si arrabierá.
Qui seguo, continuo con la mio racconto, lascia la carne di Dio é
un mandamento.
Usa la tua arma e il tuo cucchiaio unisciti alla marcia e mettiti al
salvo,
Quale é la differenza di mangiarsi un animale o un umano,
Se al finale della storia servita nel piatto la mmmmmm sá uguale.
Coro:
É la rivoluzione del cucchiaio,
togli il morto dal tuo piatto questa é la tua arma,
se non mi vuoi credere povera sará la tua anima.
qual' é la necessitá di ammazzare un' animale,
per sentire un piacere palatare
Se ammazzi un essere il soffrimento ti va a venire,
si paga per questo é una legge naturale.
Coro:
E la rivoluzione del cuch
Togliela, togliela !!!
fine!!!!!!!!!!
LA MUCCA E IL FIORE
A questa madre che con i suoi piedi duri,
Pesta quello che mangia,
Il suo sguardo ogni volta ci fa sapere,
l' amore che nasconde
La sua casa é il verde e i cammini in fiore
la attende il suo pastore,
A mille di bambini gli dá da bere, il frutto del suo amore
Senza sapere neanche il suo nome
Quando mugge, la sua voce, prolungato clamore
per vedere se rispondi
Alla tua amata madre, que non vá alle universitá ne collegi,
Que non riceve onori, che solo mangia erba, e ci da
quello che l' uomo non puó
Ai madre che sfortuna! Che non ti fecero gli artigli,
Chi saprebbe che la morte, sarebbe il pago, del latte che regali
Quando sará fratello, che il pianto dei muti fermerá questo
inferno?
Quando saprai che la gloria del cielo non si guadagna con il dolore altrui?
per dolore, dolore ricevi e amore solo essendo buono
Quando sará fratello che saremo tutti fratelli???
Non ci sono coltelli e neanche dolore nella casa del pastore, nella casa del amato.
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